I borghi e le loro storie

Partiamo da Tortona, incontrando i borghi di Viguzzolo e Volpedo con le loro pievi romaniche e il Museo di Pellizza a Volpedo..

Su una collina alla sinistra del torrente Curone all’imbocco della valle, di fronte a Volpedo di cui è frazione, troviamo il borgo di Monleale (AL): qui nasce una delle grandi eccellenze del territorio. Qui infatti Walter Massa – riconosciuto come il pioniere del Timorasso dei Colli Tortonesi – ha salvato dall’estinzione il vitigno autoctono piemontese, oggi rinomato bianco.

Uno snodo della Via dei Malaspina è Godiasco-Salice Terme.

Il borgo di Godiasco conserva l’antico impianto medioevale con il Palazzo Malaspina e – poco distante – l’imponente Rocca di Montalfeo che controlla lo sbocco in pianura della valle Staffora. Salice Terme è invece il più importante centro turistico e termale della provincia.

Sulla strada verso Varzi, sulla riva destra del fiume Staffora, il piccolo borgo di San Ponzo, già comune e ora frazione di Ponte Nizza, interamente costruito in pietra, di atmosfera antica, è il punto di partenza per un’escursione con visita delle Grotte di San Ponzo, dove nel III secolo visse da eremita San Ponzo le cui spoglie si conservano all’interno della pieve.

Sulla strada tra Ponte Nizza e Varzi, Bagnaria è un borgo storico in pietra, dove visitare, ad esempio, la Chiesa di San Bartolomeo. Arrivati a Varzi (vedi anche i percorsi di visita) non mancate di perdervi tra i vicoli e le strade strette, di entrare nelle chiese delle confraternite e infine arrivare al cospetto del Castello e della imponente Torre delle Streghe

Da Varzi la Staffora piega a Sud e, poco lontano dalla Via dei Malaspina, passa da Santa Margherita Staffora, una perla nascosta dall’atmosfera medievale, al limitare dell’Oltrepò Pavese. Una delle sue frazioni – Cegni – è celebre per il rito antichissimo del Carnevale Bianco che si tiene il sabato grasso e poi il 16 agosto.

Tornati sulla strada si sale verso il passo del Bralloche  collega Valle Staffora e la Val Trebbia. ll Comune di Brallo di Pregola è un unicum geografico: è il borgo più meridionale della Lombardia e ospita la cima più alta della zona, il Monte Lesima. A quasi 1.000 metri di altitudine si valica il passo.

Nel percorso per scendere a Bobbio, percorrendo la valle del torrente omonimo, ci imbattiamo in alcuni mulini e nei minuscoli borghi che vi sorgevano intorno. Il complesso del Mulino dell’Omfort (con ruota originale) – sul greto del torrente – permette di immaginare uno scorcio della vita in questi luoghi sino ai primi del ‘900.

Bobbio, infine, è un borgo affascinante ed elegante, con una struttura antica e importanti monumenti come l’Abbazia di San Colombano, il Duomo e il Castello Malaspina Dal Verme.

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