Pinacoteca Divisionismo Tortona

Una collezione e un progetto culturale

Il progetto “Pinacoteca Divisionismo Tortona” è un’esposizione permanente che si propone di documentare un’importante stagione artistica di fine ‘800 attraverso l’originalità dei linguaggi pittorici utilizzati non solo dai grandi maestri ma da pittori che hanno dato voce a culture locali.

Il divisionismo, ossia l’accostamento di colori puri sulla tela, traduce gli assunti scientifici dell’ottica moderna in pittura, permettendole di raggiungere il massimo di luminosità o, specularmente, di oscurità. Nata nell’ultimo decennio dell’Ottocento, in Francia, in Italia e in molti altri Paesi la tecnica di divisione cromatica conobbe infinite varianti stilistiche. In Italia è Milano e il territorio piemontese, specie dell’Alessandrino, che rivestono un ruolo chiave, oltre alla scuola divisionista toscana e a quella romana che si sviluppano negli anni coevi e successivi.


La Pinacoteca della Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona, aperta nel 2001, conserva nella sua collezione alcuni capolavori di questa ampia compagine artistica e offre una visione d’insieme della diffusione del divisionismo.
Il percorso della sua storia scorre nelle singole Sale evidenziandone gli autori, gli ambiti tematici e le storie espositive e collezionistiche, ricche di tangenze anche internazionali. il percorso di visita mette a fuoco gli elementi che fin dalle origini hanno caratterizzato l’esperienza divisionista, i suoi protagonisti e gli artisti che furono loro sodali. Le suggestioni della Scapigliatura milanese, il rinnovamento della pittura di figura e del sentimento del paesaggio, la provocazione delle opere di denuncia sociale, la meditazione sulla spiritualità, l’insegnamento e il lascito alle nuove generazioni di artisti.


Oggi la Pinacoteca si sviluppa su  una superficie di 750 metri quadrati e consta di 145 opere che documentano l’attività di oltre 59 artisti. Il principale genius loci è Giuseppe Pellizza da Volpedo, personaggio di grande rilievo nella cultura pittorica dell’area lombardo-piemontese. A capolavori, quali Il cammino dei Lavoratori e Il ponte di Giuseppe Pellizza, artista di cui la Pinacoteca custodisce il corpus più consistente di opere fruibili in uno spazio pubblico, di possono ammirare  Il reddito del pastore di Giovanni Segantini, Portinaia di Medardo Rosso, Piazza Caricamento a Genova di Plinio Nomellini, Mi ricordo quand’ero fanciulla e Le ultime mosse di Angelo Morbelli, Pascolo di Carlo Fornara, Ona staderada e Le stelle di Emilio Longoni, Penombre di Gaetano Previati, Autoritratto di Gino Severini, Ritratto di Armando Mazza di Umberto Boccioni e  Fallimento di Giacomo Balla oltre a opere di notevole originalità tecnica ed espressiva di artisti meno noti, ma che dimostrarono una forte vitalità nell’adesione ai principi scientifici della pittura divisa. Un progetto culturale in grado di dialogare con le istituzioni museali più importanti e conosciute, ma che rappresenta, in sinergia con i Musei Pellizziani di Volpedo, un nodo importante di una rete culturale che, come in altri paesi del mondo occidentale, è in grado di far conoscere e promuovere il territorio.

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