Fortunago, in provincia di Pavia, è un affascinante borgo dell’Oltrepò Pavese situato tra i 500 e i 600 metri sul livello del mare e inserito tra i “Borghi più belli d’Italia”.
Il territorio che lo circonda è caratterizzato da dolci colline ricoperte di vigneti e boschi, con ampie vedute panoramiche sull’Oltrepò.
Le sue origini risalgono probabilmente all’epoca celtica, mentre la prima attestazione scritta compare nel 758. Durante il Medioevo fu a lungo sotto il dominio della famiglia Malaspina, che ne rafforzò le difese sfruttando la posizione strategica su un colle che domina la valle Staffora.
Ancora oggi il borgo conserva un aspetto autentico e ben mantenuto, con case in pietra, vicoli acciottolati e scorci suggestivi sulle colline.
Il centro storico rappresenta il cuore dell’abitato, con un fitto reticolo di stradine lastricate in pietra e porfido che si intrecciano tra abitazioni tradizionali, piccoli cortili e angoli nascosti, creando un’atmosfera tipicamente medievale.
Tra gli edifici più significativi si distinguono la Chiesa di San Giorgio, costruita nel 1609 e arricchita da affreschi e opere pittoriche di pregio, e la più piccola Chiesa di Sant’Antonio, interamente in pietra.
Di particolare interesse è anche il Palazzo Comunale, antica casa-forte medievale che testimonia l’importanza strategica del borgo.
Nei dintorni si trova inoltre la Fontana di San Ponzo, una sorgente naturale di acqua leggermente gassata.
Il castello di Fortunago, oggi ridotto a pochi resti, rappresenta un elemento fondamentale della storia locale. È documentato a partire dal XII secolo e nel 1220 compare la menzione della “curte Furtunaghi”.
Sorgeva sulla sommità del colle e costituiva il centro del sistema difensivo. La struttura comprendeva una cinta muraria che racchiudeva la parte più elevata, un dongione utilizzato come residenza signorile e rifugio estremo in caso di attacco, e probabilmente una torre di avvistamento sul lato nord.
Intorno al castello si svilupparono progressivamente le prime abitazioni, dando origine a un nucleo abitato autosufficiente sia dal punto di vista difensivo sia economico. Il sistema difensivo era inoltre in collegamento visivo con altre fortificazioni della zona, permettendo il controllo del territorio e la trasmissione di segnali.
Le fortificazioni poggiavano anche su strutture più antiche, con possenti muri in pietra a secco costruiti per garantire solidità e resistenza.
Un’ulteriore prova dello sviluppo del borgo è la presenza, dalla fine del XIII secolo, di notai a Fortunago; in un documento del 1319 viene infatti citato il “castrum fortunaghi”.
Nel XV secolo, sotto il dominio dei Dal Verme, furono probabilmente eseguiti importanti interventi di ricostruzione, forse necessari dopo i danni subiti durante le lotte tra i Visconti e il marchese di Monferrato alla fine del XIV secolo.
Sempre al XV secolo risale la costruzione della casa-forte, oggi sede municipale, allineata con le mura difensive del castello e acquistata dal Comune nel 1886.
Fino al XVIII secolo il castello rimase in condizioni relativamente buone, ma con l’abbandono da parte dei feudatari iniziò un progressivo declino, fino a trovarsi già in pessime condizioni verso la metà dell’Ottocento.
Ancora oggi, nella parte alta del paese, sono visibili imponenti muraglie che facevano parte dell’antico castello dei Dal Verme, testimonianze che permettono di intuire l’impianto originario e il ruolo strategico della fortificazione.
Quest’area, oltre al valore storico, rappresenta anche uno dei punti più panoramici di Fortunago, da cui si gode una vista ampia sulla valle Staffora e sulle colline circostanti.
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