I paesaggi umani e la natura selvatica

La via dei Malaspina e il suo territorio sono un mosaico di paesaggi, dove in alcune cricostanze si è posata la mano dell’uomo, mentre in altri casi domina la natura selvaggia. La maggior parte del territorio ha in comune un andamento collinare che a volte sprofonda in vallate, altre volte si eleva in cime che possono raggiungere i 1.724 metri con il Monte Lesima.

 

Il paesaggio rurale è caratterizzato da campi e soprattutto da vigneti, un altro fil rouge che caratterizza tutte le Terre dei Malaspina, anche se con vitigni di genere e appellativo diversi e numerosissimi piccoli produttori che offrono degustazioni nelle proprie cantine. La fascia appenninica ha una prevalenza di versanti boschivi, incisi da valli più o meno profonde.

 

Tutte le aree sono innervate da fiumi e torrenti che a volte disegnano gole profonde, a volte segnano il territorio con ampi greti. I Colli Tortonesi -nella parte sud-orientale della provincia di Alessandria- sono paesaggi armonici e riposanti, colline verdi di coltivazioni, alberi da frutta e vigneti, punteggiati da borghi e da cascine con da diverse vallate che se ne dipartono come quelle del Curone e dello Scrivia.

 

In Oltrepò, il torrente Staffora, con i suoi affluenti Nizza e Ardivestra, attraversa una valle caratterizzata da un ecosistema ben preservato: una valle verdeggiante, circondata da boschi di querce e faggi. Lungo il suo percorso, incontra due affluenti principali, il Nizza e l’Ardivestra, che arricchiscono ulteriormente il paesaggio e offrono ulteriori opportunità per esplorazioni naturalistiche.

 

Le Terre dei Malaspina sono la parte inferiore del “grappolo d’uva”, la forma con cui l’Oltrepò è stato definito. I suoi “acini” sono borghi, torri e castelli perfettamente inseriti tra le dolci colline e i rigogliosi filari, dove tra l’altro si possono apprezzare anche luoghi di biodiversità come i “sentieri delle farfalle”, ad esempio nella Riserva Naturale di Monte Alpe.

 

Non meno affascinanti, poco più avanti di Varzi, le aree montane del Passo del Brallo e del Monte Penice (1460 m slm) che hanno il sapore dell’autentica vita di montagna, ricche di boschi di castagni, faggi e conifere regalano scenari che mutano con le stagioni, tingendo il paesaggio di colori sempre diversi su entrambi i versanti di Val Trebbia e Val Staffora.

 

La Val Trebbia, che il borgo di Bobbio presidia, è incisa dal fiume omonimo, affluente del Po, che in molti punti crea scenari spettacolari, tra versanti verdissimi, gole e canyon, acque tumultuose, rocce a strapiombo, boschi rigogliosi e una tenue presenza umana, fatta di piccolissimi borghi e, dove le colline lo consentono, insediamenti agricoli e vitivinicoli.

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